La Televisionaria

Siamo noi che guardiamo la televisione o è lei che guarda noi?

Da Narnia, con amore #14

Fa freddo.
Lo so, banalità.
Ma io il freddo non lo sopporto e qui il freddo ti entra nelle ossa e ti tira fuori i brutti pensieri.
E allora mi faccio quattro risate parlando con amici lontani, che mi mancano.
Mi infilo maglioni pelosi per conforto e bevo finto caffè (sigh, sono passata ai surrogati al ginseng) bollente.
E non è ancora cominciato l’inverno!

Ps. Non sono sicura di mantenere il proposito di non ammazzare nessuno: certe matricole mi hanno già rotto ampiamente!

 

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Le belle persone (aka Ode a Twitter)

La cosa che amo del web è che mi ha messo
in connessione con dieci volte tanto il numero di persone interessanti
che avrei mai potuto incontrare altrimenti in vita mia.
La cosa che odio è che m’ha messo in contatto con mille volte
i deficienti che mi sarebbero toccati.
Comunque anche così il bilancio è positivo.

Makkox

Io sono una persona timida.
Sì, io sono quella che ai Tweet Awards a Milano girovaga con cappello, baffi e colibrì di pezza ed attaccava post-it con tweet analogici sulle camicie delle persone, ma.
Ma sono davvero una persona timida, anche se quando lo dico la gente mi guarda storto.
Ho cominciato ad usare Twitter in un brutto periodo e mai avrei pensato che mi avrebbe dato tanto.
Quelli che dicono che il web allontana le persone e riducono le interazioni sociali non hanno capito niente.
Quest’anno ho incontrato molte persone conosciute grazie al web e delle mie popossotte ho già parlato.
In più ai Tweet Awards sono riuscita finalmente ad incrociare persone con le quali avevo sempre parlato e scherzato via Twitter o via mail ed è stata una delle giornate di quelle che ti fa male la pancia e le guance per il ridere.

Ai Tweet Awards ho scoperto che:

Davide, Rudy e Claudio sono pazzi proprio come su Twitter, senza se e senza ma. Rudy non sa dire la Z (ma che bell’accento ha?), Davide fa delle facce buffissime e Claudio è inarrestabile e io, se non fossi stata occupata con i post-it, avrei fatto la fangirl sotto il palco gridando come una quindicenne.

Giovanna non è divertente solo sul blog, lo è ancora di più dal vivo! Ha passato circa mezz’ora con Damiano a tentare di insegnarmi a fare la faccia sexy ed io ovviamente non ci riuscivo perchè mi veniva da ridere. Se ci ripenso, ancora mi viene la ridarella.

– ho rivisto Damiano ed Enrico ed è stata subito festa, perchè non è che c’è bisogna di parlare molto con loro, finisce che con una battuta e con uno sguardo scatta la riderella incontrollabile. E non c’è bisogno di dire che mica capita con tutti!

– con Valentina ci siamo spartiti i personaggi di Supernatural anche dal vivo e siamo rimaste che lei si piglia Dean ed io mi prendo Castiel. Sam è sfigato e non lo vuole nessuno. Il resto è tutta una questione di scarpe rotte, camomille, lupi, chebarbachenoia, ma come si è svolto il tutto non saprei raccontarlo (o. forse, voglio tenermelo per me). Di sicuro d’ora in avanti mi sentirete dire “Ma crepa tu!” molto spesso!

– ho scoperto che io e Futura abbiamo una Bergamo in comune, una Bergamo universitaria. Riesce a usare l’iPad e l’iPhone contemporaneamente e questo fa un po’ impressione! E dire che pensavo di essere io, la techno-addicted!

E poi ho incontrato Marco (ma i tacchi? XD), Francesca e Francesca (no, non mi sto ripetendo XD) e Bruna e Francesca (sì, ancora!) e Valerio e tante altre persone e non le scrivo tutte che famo notte e tanto me ne dimenticherò qualcuna.

Insomma, ode al web, ode a Twitter.
Perchè 140 caratteri magari non bastano, ma sono un buon inizio!

 

io e Nadia ai Tweet Awards

Io e Nadia con le peggio occhiaie XD

i baffi rotti ai Tweet Awards

L’anno prossimo devo investire in un paio di baffi indistruttibili!

 

La playlist del lunedì mattina #2

E’ lunedì anche oggi, gaudeamus.

Non gaudeamus per niente vabbè, ma mi illudo, nelle brume del mattino, che sarà una meravigliosa giornata e che tutto andrà per il meglio.

Mi illudo, appunto.

Anche perché da oggi comincia il maltempo quindi, benvenuto inverno – sigh – e addio belle e tiepide giornate – arisigh.

Dove avrò messo l’ombrello?

Che la vostra giornata sia migliore della mia!

Il primo tweet del mattino:

Toh, oggi mancano due mesi al mio compleanno. Avete tempo due mesi per organizzarvi e farmi un regalo! #buongiorno

Musica:

Nancy Sinatra, Bang Bang (thanks to @rainbowfrecles)

Il Retweet:

E’ lunedì solo sui nostri calendari. Da qualche parte è AlphaCentauridì ed è un cazzo di giorno della madonna, facch iea!

(thanks to @nubetossica)

Il primo tweet letto con coscienza (devo carburare eh!):

Il mio orologio è sbagliato come questo luogo.

(thanks to @MyIdioteque)

Andiamo a infilarci un bel maglione pesante và!

Da Narnia, con amore #13

A Narnia ci sto poco ultimamente.
Salto da un treno all’altro, da una città all’altra.
Un po’ mi fermerei.
Poco, come mio solito, giusto per farmi ritornare la voglia di partire.
Anche perché poi gli studenti, la folla del giovedì sera, i soliti quattro posti mi annoiano.
Mi sa che non sono proprio normale io.

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La playlist del lunedì mattina #1

Questa mattina, mezza addormentata e avvolta in maglione peloso anti brivido mattutino, mi è venuta l’idea di raccogliere le prime cose che leggo in timeline su Twitter e di farne una “playlist”.

Poche righe, che poi mi devo uscire dall’orso e andare al lavoro!

Vediamo cosa offre questo lunedì!

Il primo tweet del mattino:

Cominciamo anche questa settimana. Oh aspetta! Io ho cominciato questa settimana due settimane fa! #noncelapossofarcela

Musica:

 The Who – Won’t get fooled again (thanks to @Allegramiiu)

Il Retweet: 

“La vita è più facile se si teme soltanto un giorno alla volta” #lunedí

(thanks to @elle_emme_67 )

Il primo tweet letto con coscienza (devo carburare eh!):

Metto sul fuoco tre caffettiere, faccio fuori 3 cialdine, mangio 300 grammi di chicchi di caffè e con gli altri 300 grammi faccio uno scrub.

(thanks to @maghetta)

Cominciare una rubrica il lunedì, sapendo che non la rispetterò è il male vero? XD

Vado che è tardi!

Senigallia e lo shopping fotografico

Martina
Dovevo essere da  Marti, ma… è nata Camilla!

Mare

Avevo voglia di mare e di godermi l’ultimo weekend estivo. Avevo voglia di stare da sola, perché ogni tanto voglio anche quello. Mi piace mettere in chiaro i miei pensieri e se c’è altra gente faccio decisamente fatica.

senigallia

La rotonda sul mare!

Fotografia

Ho portato con me la mia vecchia Fuji analogica. Mia, vabbè di padreH. Ma stava in fondo ad un armadio, il mio armadio, quindi per uso capione è mia, no?
Non contavo di dargli delle sorelline, ma tant’è.
Ho una Polaroid e una Bencini Comet S.
Devo solo trovare il tempo per usarle (il soggetto è facile, abito ad Urbino, no?).



Pane

C’era la fiera del pane e non solo. Maledetti. Avrò preso dieci chili tra gnocchi fritti, cioccolato allo zenzero e dolcetti vari. Argh.

Shopping

Mi serviva anche quello. Mi serviva una nuova camicia ed un nuovo maglione. Vabbè è la scusa più falsa della storia.

P.s. Nella Polaroid c’erano due scatti risalenti a chissà quale secolo… le foto sono uscite gialle, ma intanto ho provato l’ebrezza XD

Ciao mamma, guarda come mi diverto (a lavorare coi social)

Dialogo tra me e mia madre, durante l’estate:

Mamma: ma senti, spiegami un po’ cosa fai tu al lavoro che quando mi chiedono cosa fai non so mai cosa rispondere. Tipo crei siti internet?

Io: No, Alessandro (mio cugino ndA) crea siti web, io mi occupo di gestione ed ottimizzazione del brand attraverso i social network. Diciamo che il web é una macchina, Ale é l’operaio che la costruisce, io la guido per lavoro. Sono un’autista, insomma, una specie di collaudatrice e poi ti dico se va bene, se va male e cosa puoi fare per farla andare meglio.

M: ma quindi ti occupi di pubblicità?

I: sì, una forma diversa di pubblicità che si basa sull’immagine che si percepisce di un marchio, sull’identità che ha.

M: quindi un’azienda viene da voi e cosa vi chiede?

I: Metti un’azienda che ne so… Tipo la Mulino Bianco…

M: Oh le pubblicità con Banderas!

I: Ecco, ho sbagliato esempio… Quelle con Banderas le avrei sconsigliate… Prendiamo tipo la Ferrari, arriva e vuole sapere cosa si dice di lei sul web, se é figa, se funziona e cose così. Noi monitoriamo e le diciamo quello che pensano i consumatori e che può migliorare. Controlliamo il sito e gli diciamo se adatto all’immagine che vogliono dare. Ci occupiamo di una gestione ottimale dei social network.

M: Quindi tu fai aumentare i fan su facebook!

I: Non esiste nessuna polverina magica per fare aumentare i fan! Per ottenere grandi numeri bisogna fare un ottimo lavoro offline, avere una buona reputazione e poi molto lavoro costante. Niente si ottiene dal giorno al domani…

M: E Twitter? Mò parlano tutti di sto Twitter…

I: É una storia lunga, mamma…

M: Posso dire che fai pubblicità su internet?

I: Fa’ un po’ che ti pare…

Buon anno nuovo!

Ora, che io sia strana, é risaputo.
Ma che io consideri il primo di settembre più capodannoso del primo gennaio é sintomo di una certa incompatibilità con le convenzioni sociali.
Dunque, avendo io fatto dei propositi di inizio anno é il momento di riprenderli e di capire a che punto siamo.

  1. Viaggiare
    Volli, fortissimamente volli ed ottenni. A settembre il bilancio é positivissimo e io adoro viaggiare. Anche se a volte mi lamento, non lo dico sul serio. Proprio no.
  2. Vedere le persone a cui voglio bene
    Bergamo, Roma, Sardegna. Niente Svezia, ma chissene. Sono stata con le persone che amo e che mi amano e mi basta. É più di quanto mi sarei aspettata.
  3. Non uccidere nessuno
    Non mi sono macchiata di alcun delitto. Per ora. Ho un nuovo anno di convivenza davanti e non sono sicura di poter mantenere il mio aplomb (sento risatine soffocate).
  4. Essere meno rompicoglioni
    Impossibile. É più probabile che finisca il mondo quest’anno.
  5. Volermi bene un po’ di più.
    Piccolo miglioramento in vista, niente di trascendentale.
  6. Sopportare un po’ di più la gente e smetterla di fare la sociopatica.
    Dopo un’accurata selezione delle persone, ci sono anche riuscita. Resto peró una persona a socialità limitata.

Ora che ci penso, questa cosa dei due capodanni potrebbe spiegare per quale motivo io mi sento il doppio degli anni!
(Dite che non funziona? Va beh, io c’ho provato.)

A Pusceddu! (ovvero le amiche e le vacanze)

Mare

Il mare è quello della Sardegna, limpido, chiarissimo. Un profumo di eucalipto e di fichi d’india, sabbia  che è polvere di stelle, luccica se la smuovi piano.

Io

Ci sono io, più che mai. Lucida, stranamente. Per la prima volta i muri mentali reggono, lo iodio non mi fa piangere.

Martina

Marty mi accoglie con un abbraccio e con un’allegria che ti spiazza. Non sono sicura di essere mai stata così come lei, spensierata. Anche se lei non è “s-pensierata” per niente, ma il sorriso non le manca mai: soffre in un lavoro che non le piace, che si tiene stretta perché vuole realizzare i suoi sogni. Soffre per mille altre cose, che le guizzano sotto pelle, e non te le racconta, ma appaiono ogni tanto velandone lo sguardo e rendendole più malinconico il sorriso. Si nasconde dietro di me mentre aspettiamo Giulia all’aeroporto. Chiede scusa molto e non dovrebbe, non ha nulla da farsi perdonare. Parliamo molto, ci parliamo sopra a vicenda. Abbiamo troppo da dirci, troppo poco tempo per farlo.
Si preoccupa che io mangi, visto che lei non lo fa.

Città

Passeggiare da sola con una guida in mano. Scoprire. Non lo faccio da troppo, dovrei farlo più spesso. Riprendo la mano in fretta, imparo le strade, i nomi, i volti della gente. Mi immagino abitante per un po’. Solo per un po’.

Giulia

Giulia esce dall’aeroporto senza guardarsi intorno e si perde il mega cartello (mio, ovviamente, signora esuberanza) e il cartello piccolo di Martina, arabescato e complesso come lei. Non guarda la gente negli occhi, ci costringe a saltare per farci notare. E’ di una timidezza che mi intenerisce. Ci portiamo un anno, ma io mi sento sempre un po’ madre con lei, a guardia e a protezione. Che mi impensierisce, perché come tutte le madri ci si sente a metà tra la voglia di proteggere e quella di aiutare a vivere nel mondo.
Giulia mi prende in giro perché mi sbrodolo, mi dà la chiave della stanza perché non la perda ( a me?), si preoccupa quando perdiamo il bus che io non sia agitata, perché gli orari sono la mia paranoia.
Battibecchiamo spesso, ma quando si tratta di cibo siamo in perfetto accordo, due golose di prima categoria.
Non vuole che io la trucchi, ma mi chiede di metterle l’aloe sulle scottature.

Viaggio

C’è lo strappo dell’aereo che sale, gli autobus dall’aeroporto e gli autobus nel nulla.
La macchina col finestrino aperto verso la spiaggia.
C’è il muoversi lentamente, c’è la tranquillità.

Alessandra

Ale saltella, fa le vocine e ti minaccia di tagliarti le mani se cade qualcosa per terra. Non per questo è meno adulta, anzi è materna (anche se mi ammazzerà per averla definita così).
Ma la verità è che lei accudisce con dolcezza: noi, Cristiana, Pablo e Maia, l’orto giardino.
Mi presta le scarpe, ci consiglia gocce, ci riempie il piatto fino a scoppiare.
Battibecca spesso con Pier, ma è un litigio finto e amoroso che lascia intravedere un rapporto dolce e saldo.
Non si vuol far fotografare, ma ci porta nei posti più belli che conosce.
Ha il suo passato, ma è fiera ed orgogliosa di come le cose siano andate. Anzi, di come abbia fatto andare le cose.
Sprizza energia da tutti i pori e come fa la retromarcia col frisbee lei, nessuno mai.

Cristiana

Cri sembra una bambola di porcellana, diafana. Ma non è una donna delicata, è una donna forte e di carattere, di quelle che portano il mondo sulle spalle.
Quando parla con Iris si concede di tornare bambina per un po’.
E’ madre amorevole di Mattia, bambino silenzioso abituato a vivere nel mondo degli adulti (abbastanza da sapere esattamente quando piazzare una battuta pungente).
Cerca sempre di dare il meglio di sé, anche attraverso una torta all’anguria con la pastafrolla spaccata (e non se ne sarebbe accorto nessuno, dai, se non ce lo dicevi).

Nomi

Nomi strani, che finiscono con le s e con le u. Zeta dure come zucchero e io con questa S/Z romagno-marchigiana.
Nomi di cibi impronunciabili, ma che ti importa di pronunciare solo fino a quando li assaggi e poi, ma sì, chissenefrega.
Nomi di luoghi che stridono tra i denti, ma poi ti lasciano a bocca aperta.
Nomi di amiche, di sindaci, di persone con nome straniero e cognome sardo.

Bellezza

Bellezza, tanta bellezza. Nel cielo, nel mare, negli occhi.
Ma soprattutto di persone. Amiche belle, belle davvero. Belle d’anime e di una bellezza rara. La bellezza di Giulia, occhio azzurro e mente sveglia. La bellezza di Martina, sottile e luminosa. La bellezza di Alessandra, affascinante e accogliente. La bellezza di Cristiana, delicata e preziosa.
Bellezza che non vedono nello specchio e non capisco perché.
Bellezza che io nemmeno dopo dieci ore di seduta di trucco.

Valigie a parte

Fare la valigia é diventata un’abitudine.
Molto di più, anzi, una forma mentis.
Persino quando compro qualcosa di nuovo, uno dei primi pensieri subito dopo il “Oh my God! Lo voglio!”, é “Ma in valigia ci sta? Si stropiccia?”.
Faccio un sacco di valigie ultimamente e non nascondo che la cosa mi piaccia, nonostante la frustrazione del non riuscire puntualmente a chiuderle.
Ma fare le valigie per andare da qualche parte solo per il gusto di andare – niente fiere, niente eventi, niente pranzi o aperitivi di lavoro o visite ai parenti – era da un po’ che non lo facevo.
Sì, qualche weekend l’ho fatto, ma dieci giorni interi fuori dalla mia vita, non li facevo dai tempi della prima laurea, ovvero dall’estate del 2009.
Insomma parto con quella voglia di posti nuovi e curiosità che spero di non perdere mai.

Allons-y!*

*Sì, mi sono invasata per Doctor Who 😀

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