La Televisionaria

Siamo noi che guardiamo la televisione o è lei che guarda noi?

Categoria: Social Media

Le belle persone (aka Ode a Twitter)

La cosa che amo del web è che mi ha messo
in connessione con dieci volte tanto il numero di persone interessanti
che avrei mai potuto incontrare altrimenti in vita mia.
La cosa che odio è che m’ha messo in contatto con mille volte
i deficienti che mi sarebbero toccati.
Comunque anche così il bilancio è positivo.

Makkox

Io sono una persona timida.
Sì, io sono quella che ai Tweet Awards a Milano girovaga con cappello, baffi e colibrì di pezza ed attaccava post-it con tweet analogici sulle camicie delle persone, ma.
Ma sono davvero una persona timida, anche se quando lo dico la gente mi guarda storto.
Ho cominciato ad usare Twitter in un brutto periodo e mai avrei pensato che mi avrebbe dato tanto.
Quelli che dicono che il web allontana le persone e riducono le interazioni sociali non hanno capito niente.
Quest’anno ho incontrato molte persone conosciute grazie al web e delle mie popossotte ho già parlato.
In più ai Tweet Awards sono riuscita finalmente ad incrociare persone con le quali avevo sempre parlato e scherzato via Twitter o via mail ed è stata una delle giornate di quelle che ti fa male la pancia e le guance per il ridere.

Ai Tweet Awards ho scoperto che:

Davide, Rudy e Claudio sono pazzi proprio come su Twitter, senza se e senza ma. Rudy non sa dire la Z (ma che bell’accento ha?), Davide fa delle facce buffissime e Claudio è inarrestabile e io, se non fossi stata occupata con i post-it, avrei fatto la fangirl sotto il palco gridando come una quindicenne.

Giovanna non è divertente solo sul blog, lo è ancora di più dal vivo! Ha passato circa mezz’ora con Damiano a tentare di insegnarmi a fare la faccia sexy ed io ovviamente non ci riuscivo perchè mi veniva da ridere. Se ci ripenso, ancora mi viene la ridarella.

– ho rivisto Damiano ed Enrico ed è stata subito festa, perchè non è che c’è bisogna di parlare molto con loro, finisce che con una battuta e con uno sguardo scatta la riderella incontrollabile. E non c’è bisogno di dire che mica capita con tutti!

– con Valentina ci siamo spartiti i personaggi di Supernatural anche dal vivo e siamo rimaste che lei si piglia Dean ed io mi prendo Castiel. Sam è sfigato e non lo vuole nessuno. Il resto è tutta una questione di scarpe rotte, camomille, lupi, chebarbachenoia, ma come si è svolto il tutto non saprei raccontarlo (o. forse, voglio tenermelo per me). Di sicuro d’ora in avanti mi sentirete dire “Ma crepa tu!” molto spesso!

– ho scoperto che io e Futura abbiamo una Bergamo in comune, una Bergamo universitaria. Riesce a usare l’iPad e l’iPhone contemporaneamente e questo fa un po’ impressione! E dire che pensavo di essere io, la techno-addicted!

E poi ho incontrato Marco (ma i tacchi? XD), Francesca e Francesca (no, non mi sto ripetendo XD) e Bruna e Francesca (sì, ancora!) e Valerio e tante altre persone e non le scrivo tutte che famo notte e tanto me ne dimenticherò qualcuna.

Insomma, ode al web, ode a Twitter.
Perchè 140 caratteri magari non bastano, ma sono un buon inizio!

 

io e Nadia ai Tweet Awards

Io e Nadia con le peggio occhiaie XD

i baffi rotti ai Tweet Awards

L’anno prossimo devo investire in un paio di baffi indistruttibili!

 

Annunci

Ciao mamma, guarda come mi diverto (a lavorare coi social)

Dialogo tra me e mia madre, durante l’estate:

Mamma: ma senti, spiegami un po’ cosa fai tu al lavoro che quando mi chiedono cosa fai non so mai cosa rispondere. Tipo crei siti internet?

Io: No, Alessandro (mio cugino ndA) crea siti web, io mi occupo di gestione ed ottimizzazione del brand attraverso i social network. Diciamo che il web é una macchina, Ale é l’operaio che la costruisce, io la guido per lavoro. Sono un’autista, insomma, una specie di collaudatrice e poi ti dico se va bene, se va male e cosa puoi fare per farla andare meglio.

M: ma quindi ti occupi di pubblicità?

I: sì, una forma diversa di pubblicità che si basa sull’immagine che si percepisce di un marchio, sull’identità che ha.

M: quindi un’azienda viene da voi e cosa vi chiede?

I: Metti un’azienda che ne so… Tipo la Mulino Bianco…

M: Oh le pubblicità con Banderas!

I: Ecco, ho sbagliato esempio… Quelle con Banderas le avrei sconsigliate… Prendiamo tipo la Ferrari, arriva e vuole sapere cosa si dice di lei sul web, se é figa, se funziona e cose così. Noi monitoriamo e le diciamo quello che pensano i consumatori e che può migliorare. Controlliamo il sito e gli diciamo se adatto all’immagine che vogliono dare. Ci occupiamo di una gestione ottimale dei social network.

M: Quindi tu fai aumentare i fan su facebook!

I: Non esiste nessuna polverina magica per fare aumentare i fan! Per ottenere grandi numeri bisogna fare un ottimo lavoro offline, avere una buona reputazione e poi molto lavoro costante. Niente si ottiene dal giorno al domani…

M: E Twitter? Mò parlano tutti di sto Twitter…

I: É una storia lunga, mamma…

M: Posso dire che fai pubblicità su internet?

I: Fa’ un po’ che ti pare…

Signora, non sono una serial killer. Glielo giuro.

La mia vita “digitale” è cominciata parecchi anni addietro.

Avevo 15 anni quando ho scoperto le chat, 17 quando ho cominciato ad usare IRC per poi migrare sul web e su messenger.

Contrariamente a quanto pensava mia madre, la maggior parte dei maniaci che ho incontrato era fuori dal web, in quella che la gente chiama “vita reale” (definizione opinabile e alquanto sgradevole).

Mi è sempre sembrato più facile conoscere le persone online, perchè faccio una gran fatica con le parole, mi escono di bocca sempre nell’ordine tutto sbagliato.

Quando escono, perchè a volte proprio non vengono.

Non sono addomesticate quando parlo, mentre quando scrivo mi vengono fuori più mansuete e più docili.

Dunque, la prima volta che ho detto a mia madre che andavo a casa di un’amica che avevo conosciuto in Internet (sì, proprio Internet, la mia cara vecchia IRC), credo che le sia preso un colpo apoplettico.

Io e Maria, che con gli anni è diventata una sorella più che un’amica, ci siamo dette che entrambe abbiamo corso un bel rischio.

Potevamo essere due serial killer, di quelli che ti adescano online e poi abbandonano il tuo cadavere sotto un ponte.

O perlomeno questa era la visione apocalittica delle nostre madri, sì proprio quelle che adesso ci sferruzzano calzette per Natale e ci preparano dolcetti da scambiarci.

Ad agosto me ne vado in Sardegna a vedere le mie popossotte sarde e volevo quindi rassicurare la mamma di Marti (Ale e Cri sono adulte e vaccinate, loro non devono essere rassicurate *parte risata malvagia in sottofondo*) che no, non sono una serial killer.

Posso fornire valide referenze.

Volevo tranquillizzarla e dirle che non porterò un machete in valigia e che non ho propositi malvagi nei confronti di sua figlia, se non abbracciarmela per mezz’ora, ecco.

Che poi, ora che sono cresciuta mi sono presa la stanza in B&B, mica vengo a lanciarmi sul suo divano (Cosa che ho fatto, sì. Va beh, era un letto a castello, whatever).

P.s. Per le referenze le lascio una foto del nano qua sotto, che risponde al nome di Emanuele, altrimenti detto gagno malefico. Veda un po’, si fidano anche a lasciarmi poveri bambini innocenti 😉

io, Mari e il nano

Io, Mari e il Nano a Capodanno

 

Pinterest ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la frivolezza

Oh no, i maschi sono sbarcati su Pinterest.
Io pensavo di aver trovato il luogo ideale dove spegnere la mia aura da acculturata e le mie pretese di professionalità e dare libero sfogo alla pucciosità che è in me, mentre adesso rischio di trovarmi il nido infestato invaso.
Cattivi che non siete altro, un piccolo social network ce lo potevate lasciare!
Io su Pinterest ci sono da quest’estate, dopo che ne aveva parlato Manu su Gazduna.
Certo non mi aveva detto che ha un alto tasso di dipendenza e che avrei passato l’estate a repinnare vestiticasescarpeunghietruccocanigattidolcidiytutorial e amenità assortite.
E nemmeno che avrei cercato di far iscrivere tutti coloro che incontravo in preda ad una follia insana.
Ero persa in un magico mondo femminile e zuccherino, di quelli dove il rosa è il colore dominante.
E dire che io odio il rosa.
Poi sono arrivati i nerd e ci sta, perchè se sei donna, ma anche un po’ nerd, la cosa non ti dispiace affatto.
Ma l’apparizione della popolazione maschile mi disorienta: devo smettere di repinnare cagnolini e micetti per non farli fuggire a gambe levate? Limitare i dolci e i cuoricini?
Edit: Non repinnare uomini favolosi?

Non credo proprio.
Da brava schizofrenica so già cosa faró: repinneró di tutto, come mio solito.
E se qualcuno osa lamentarsi, passeró il tempo repinnandogli frasi sdolcinate da far impallidire pure i baci Perugina.

pinteres

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: