Signora, non sono una serial killer. Glielo giuro.

di mykoize

La mia vita “digitale” è cominciata parecchi anni addietro.

Avevo 15 anni quando ho scoperto le chat, 17 quando ho cominciato ad usare IRC per poi migrare sul web e su messenger.

Contrariamente a quanto pensava mia madre, la maggior parte dei maniaci che ho incontrato era fuori dal web, in quella che la gente chiama “vita reale” (definizione opinabile e alquanto sgradevole).

Mi è sempre sembrato più facile conoscere le persone online, perchè faccio una gran fatica con le parole, mi escono di bocca sempre nell’ordine tutto sbagliato.

Quando escono, perchè a volte proprio non vengono.

Non sono addomesticate quando parlo, mentre quando scrivo mi vengono fuori più mansuete e più docili.

Dunque, la prima volta che ho detto a mia madre che andavo a casa di un’amica che avevo conosciuto in Internet (sì, proprio Internet, la mia cara vecchia IRC), credo che le sia preso un colpo apoplettico.

Io e Maria, che con gli anni è diventata una sorella più che un’amica, ci siamo dette che entrambe abbiamo corso un bel rischio.

Potevamo essere due serial killer, di quelli che ti adescano online e poi abbandonano il tuo cadavere sotto un ponte.

O perlomeno questa era la visione apocalittica delle nostre madri, sì proprio quelle che adesso ci sferruzzano calzette per Natale e ci preparano dolcetti da scambiarci.

Ad agosto me ne vado in Sardegna a vedere le mie popossotte sarde e volevo quindi rassicurare la mamma di Marti (Ale e Cri sono adulte e vaccinate, loro non devono essere rassicurate *parte risata malvagia in sottofondo*) che no, non sono una serial killer.

Posso fornire valide referenze.

Volevo tranquillizzarla e dirle che non porterò un machete in valigia e che non ho propositi malvagi nei confronti di sua figlia, se non abbracciarmela per mezz’ora, ecco.

Che poi, ora che sono cresciuta mi sono presa la stanza in B&B, mica vengo a lanciarmi sul suo divano (Cosa che ho fatto, sì. Va beh, era un letto a castello, whatever).

P.s. Per le referenze le lascio una foto del nano qua sotto, che risponde al nome di Emanuele, altrimenti detto gagno malefico. Veda un po’, si fidano anche a lasciarmi poveri bambini innocenti😉

io, Mari e il nano

Io, Mari e il Nano a Capodanno