Convivenza forzata

di mykoize

Quando me ne sono andata di casa per trasferirmi a Narnia, pensavo che la convivenza con la mia famiglia fosse difficile.
I primi due anni qui sono stati tranquilli, non che avessi una situazione idilliaca con le mie coinquiline, ma loro tornavano a casa il giovedì ed io mi godevo casa come se fosse tutta mia.
Poi mi sono trasferita in una casa nuova – nolente e non volente – ed ho capito due cose:

1) la gente è pazza
2) a volte – e sia ben chiaro che questa è una concessione temporanea – le donne sono insopportabili ed io mi sento in colpa per il genere a cui appartengo.

Ok, io sono una rompicoglioni e sono di un disordine assurdo (ma nella mia stanza, dato che è la MIA stanza), ma tutto sommato sono una persona ragionevole e comprensiva.
Invece loro, le amorevoli ed adorabili arpie con cui abito sono proprio stronze.
Nonché false come una moneta da cinque euro.
Funziona così: loro sono intelligenti ed io no.
Quindi hanno sempre ragione loro e noi viviamo in una casa con 13 gradi (a loro che gli frega, stanno a letto tutto il giorno), dove qualsiasi cosa viene vista con sospetto, dal cucinare cibi un filino più elaborati (a loro che gli frega vivono a piadine ed insalate) al fare la raccolta differenziata.

E’ un continuo di battutine sotto i baffi che pensano io non capisca, ma che capisco benissimo e che ignoro perché ho cose più importanti a cui pensare che a due ragazzine con la bocca sporca di latte che se la ridono da sole.

Con questa neve che è caduta è una settimana che sono chiusa in casa e vorrei morire.
Anzi no: progetto omicidi puramente virtuali supportata e sopportata da amiche (BTW grazie) che non mi hanno ancora mandato a cagare, visto che oramai la situazione è questa da mesi.

Gaudeaumus.