Io ricordo

di mykoize

Ho una predilezione per Primo Levi.
A prescindere dal giorno della Memoria, a prescindere da Auschwitz.
Forse risale tutto a quel corso all’università con quel geniaccio di Belpoliti – ne parlava con così tanta passione che come fai a non farti contagiare? – forse per Torino o per quelle foto coi capelli bianchi che mi han sempre fatto tenerezza.
Sono affezionata ai suoi libri, al suo modo di raccontare qualcosa che ti lascia senza parole.
Io non so se ce l’avrei fatta a raccontare.
Sottovalutiamo i narratori dell’olocausto e di tutte le stragi e i genocidi del mondo, ma un orrore come quello che han provato ti lascia senza speranza e senza fiato, figuriamoci le parole.
Ti corrode, ti uccide.
Come ha ucciso Primo Levi.
Sono affezionata a Levi per una frase, che io mi porto addosso per farmi forza nei giorni peggiori.

Se non sono io per me, chi sarà per me?
Se non cosi, come? E se non ora, quando?

Il libro è ovviamente “Se non ora, quando”.
Cerchiamo di non dimenticare, difendiamo il ricordo.