Io, Narnia e il fauno

di mykoize

Io abito ad Urbino, ma qui la chiameremo Narnia.
Credo sia stato Marco il primo a chiamarla così ed io ne ho adottato la definizione.
Lo so, Narni, la città che ha ispirato C.S. Lewis è 170 km più in giù, ma questo non cambia la situazione.
Qui siamo fuori dal mondo.
Innanzitutto niente treno che per me – cresciuta tra un aeroporto ed una stazione, proprio accanto al capolinea degli autobus – è un po’ un’eresia.
Negozi pochi, servizi inesistenti e meno male che esiste l’e-commerce.
E poi il clima.
Quando sono partita da casa, mi han detto:

Te ne vai al centro, al caldo!

Col cavolo, ho sofferto più freddo negli ultimi tre anni che in tutta la mia intera vita.
Pensate che in estate dormo col piumino leggero.
E nevica tantissimo. Il primo anno ha nevicato sette volte. E mica 5 cm.
Peró ha un che di magico questa città.
Quando al mattino mi alzo e la guardo avvolta nella luce non riesco a non pensare di essere finita dentro un libro di fiabe, di quelli della mia infanzia.
Un posto incantato dove non sai mai se incontrerai una lepre marzolina o il cacciatore di Biancaneve.
E il fauno?
No, il fauno non c’è, ma non sia mai che io non riesca a non far entrare James McAvoy in qualsiasi conversazione.

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